Cinema in lutto. Pochi minuti fa è stata resa nota la notizia della morte di Jonathan Demme, regista premio Oscar per Il Silenzio degli Innocenti. Il regista aveva 73 anni ed è morto questa mattina a New York a causa di un tumore all'esofago di cui soffriva dal 2010.

Demme nasce nel 1944, trascorre l'infanzia a New York ma si trasferisce con la famiglia a Miami all'età di 15 anni. Il suo esordio avviene grazie al contributo di Roger Corman nel 1974 col film Femmine in gabbia che però si rivela un insuccesso.

Il successo di pubblico e critica arriva nel 1979 con Il segno degli Hannan, thriller hitchcockiano con cui Demme dimostra di possedere un proprio stile. Gli anni '80 si contraddistinguono per alcune commedie - Una volta ho incontrato un miliardario e Qualcosa di travolgente - ma anche per alcuni documentari musicali tra cui Stop Making Sense sui Talking Heads.

Il 1991 è l'anno della consacrazione con Il Silenzio degli Innocenti. Il thriller con Anthony Hopkins e Jodie Foster sbanca agli Oscar conquistandone 5, i più importanti tra cui quello per la regia.

Nel 1993 dirige Tom Hanks e Denzel Washington in Philadelphia, facendo vincere al primo un Oscar come migliore attore protagonista. Il film Beloved (1998) viene bistrattato dalla critica e dal pubblico, uscendo da noi direttamente in home video.

Con Rachel sta per sposarsi (2008), Demme opta per un approccio stilistico che si stacca completamente dai suoi lavori precedenti - e da Hollywood - attraverso la macchina da presa a mano, presa diretta e improvvisazione. Il suo ultimo film, Dove eravamo rimasti, risale al 2015 in cui Meryl Streep interpreta una rocker d'annata.

Primi piani e soggettive intense costruite per far entrare lo spettatore nelle menti dei personaggi; il cinema di Jonathan Demme ha sempre funto da lente d'ingrandimento per captare emozioni e psicologie e resterà uno degli autori più personali che la Settima Arte ci ha dato. Come dimostra la clip seguente: