Giacche di pelle, occhiali da aviatore, motociclette, tramonti infuocati e aerei che fendono il cielo: sono queste le prime immagini che vengono in mente pensando a Top Gun di Tony Scott, un film capace di conquistare un intero Paese e di contribuire a definire il modo in cui l’America veniva immaginata sul grande schermo. All’epoca nessuno avrebbe immaginato un successo tale da superare i 300 milioni di dollari di incasso; il film riuscì però a intercettare con grande efficacia l’atmosfera della Guerra Fredda, in un periodo storico segnato da tensioni politiche profonde e da un confronto internazionale che sembrava destinato a durare ancora a lungo.
L’intuizione del produttore Jerry Bruckheimer, cioè realizzare una sorta di “Star Wars sulla Terra”, si rivelò estremamente efficace, anche se il successo durato quattro decenni richiede una spiegazione più ampia. Cinema, musica, moda e contesto storico sono elementi la cui somma ha permesso alla leggenda di radicarsi nell’immaginario comune, trasformando Top Gun da semplice film a simbolo di uno stile di vita preciso.
Dalla rivista al mito: il film è nato da una rivista
L’origine del progetto è quasi casuale. Bruckheimer rimase colpito da un articolo di Ehud Yonay, intitolato Top Guns, che raccontava il programma di addestramento dei piloti di caccia della Marina statunitense; ad attrarlo furono la fotografia di copertina, scattata all’interno di un aereo da combattimento, e il modo particolare in cui quei piloti si attribuivano i soprannomi. Furono proprio quei soprannomi a indicare una possibile direzione narrativa: Maverick, Goose e Iceman sarebbero diventati piloti talentuosi e molto diversi tra loro, figure attraversate da regole, impulsività e rivalità, sulle quali era facile costruire una storia.
Il potenziale cinematografico era evidente e la produzione prese rapidamente forma, portando poi alla scelta di un’estetica che è stata capace di dare una longevità rara al film. Al giorno d’oggi Top Gun continua a essere venduto, riproposto e valorizzato attraverso supporti fisici, piattaforme streaming, raccolte musicali e merchandising, all’interno di un mercato molto competitivo ma che non riesce a trovare molti altri prodotti dotati di un simile “zeitgeist” del proprio momento storico, capaci anche di diventare protagonisti di tanti dei siti slot più utilizzati dagli utenti.
Prodotti, musiche e immaginario: un successo a tutto tondo
Il fascino di Top Gun nasce come la somma di più fattori tra cui figura certamente il potentissimo product placement, tra occhiali Ray Ban e motociclette Kawasaki che da soli hanno rappresentato dei giganteschi trend setter per il settore. Anche la colonna sonora del film è stata capace di cementare la reputazione del film come uno dei più fascinosi di sempre, specie con la bellissima Take My Breath Away firmata da Giorgio Moroder che vinse nel 1987 l’Oscar alla miglior canzone originale.
La forza dell’immaginario derivò anche dalla credibilità delle sequenze di volo, organizzate grazie alla piena collaborazione tra la produzione, il Pentagono e la Marina, che misero a disposizione aerei reali, portaerei e consulenze tecniche. Questo sostegno si inserì perfettamente nel clima patriottico dell’era Reagan e contribuì persino all’aumento delle richieste di arruolamento.
Non è un caso che al giorno d’oggi Top Gun sia dappertutto e che soprattutto sia copiato e imitato da tantissime case di produzione: lo si può trovare in tantissime forme come su piattaforme con tavoli live, giochi di carte e roulette o all’interno di t-shirt o produzioni videoludiche: la sua permanenza nell’immaginario collettivo dipende proprio da questa capacità di attraversare linguaggi differenti senza perdere riconoscibilità.
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