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37TFF – Recensione Synonyms, il film di Nadav Lapid

Il Torino Film Festival procede la sua marcia trionfale, e oggi ha presentato uno dei titoli più attesi: Synonyms di Nadav Lapid, Orso d’oro al Festival del Cinema di Berlino. Questa la nostra recensione.


Un giovane israeliano, disgustato dal proprio paese, cerca un futuro a Parigi, lì conosce una coppia che lo salva dalla morte. La coppia rimarrà amica col ragazzo il quale scoprirà la città col suo dizionario in mano.

COMMENTO

Signore e signori, è rinata la Nouvelle Vague 2.0! Dopo finti miti e speranze disilluse finalmente una pellicola che pesca a piene mani nella corrente cinematografica francese del periodo d’oro, e la ripropone al tempo degli smartphone, delle videochiamate e dei tablet.

La pellicola di Lapid è una boccata d’ossigeno di rara potenza: regia intensa e piena d’inventiva, ogni scena ha qualche elemento di originalità e particolarità, pensata e filmata con cura, ritmo nervoso e montaggio frammentato. La scena della canzone francese suonata col mitragliatore è già cult.

Tre protagonisti presi direttamente dal mondo di Jules e Jim, con le loro affinità e le differenze del caso, dialoghi infiniti, surreali e mai banali. La ricerca dei sinonimi di Yoav martellano tutta la durata del film e sono ipnoticamente intriganti.

Nadav Lapid è un regista nato a Tel Aviv al cui all’attivo ha già una decina di film, che speriamo di poter vedere anche qui in Italia. Ottimo Tom Mercier in un ruolo non facile che riesce a trasmettere potenza e fragilità insieme.

Speriamo vivamente che Synonyms possa avere il successo che merita e che possa portare a una nuova rivoluzione cinematografica che, dalla Nouvelle Vague, non si è mai più vista.

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