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37TFF – Recensione Greener Grass, il film di Jocelyn DeBoer e Dawn Luebbe.


La sezione After Hours è storicamente l’angolo del Torino Film Festival dedicato alle opere più bizzarre e sperimentali. Quest’anno è stato presentato Greener Grass, film diretto e interpretato da Jocelyn DeBoer e Dawn Luebbe. Questa è la recensione.

In un mondo da cartolina, in un quartiere da cartolina, due amiche cercano di emergere quale moglie e madre perfetta e per farlo attueranno tutto ciò che potranno per raggiungere il loro obiettivo.

COMMENTO

Il film pesca chiaramente nell’immaginario della nota serie televisiva Desperate Housewives e di quell’angolo di paradiso posticcio che era Wisteria Lane, aumentando a dismisura il livello dell’assurdo e del grottesco.

Le due attrici – e registe – creano un pastiche di plastica di difficile comprensione, dove le trovate narrative sono talmente illogiche da risultare inesorabilmente posticce, come per esempio il bambino che diventa un cane o la gravidanza di un pallone da calcio.

L’opera, che guarda molto agli eccessi di John Waters e a un certo cinema del disgusto degli anni ’80, non colpisce mai nel segno e, malgrado una l’accuratezza dell’arredamento e del guardaroba, mostra la grande inesperienza delle due registe. Le poche gag divertenti affondano inesorabilmente nella noia e pochezza della sceneggiatura.

Nel cast compare anche Dot-Marie Jones, volto noto del telefilm Glee, in un ruolo un po’ triste e di cattivo gusto, dopo la buona prova offertale da Ryan Murphy.

Greener Grass è una pellicola talmente assurda da risultare fastidiosa e poco divertente, sprecando una buona occasione per creare una commedia grottesca, forse a causa della regia acerba delle due protagoniste.

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