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37TFF – Recensione Beats, il film di Brian Welsh

Beats, film diretto dal regista scozzese Brian Welsh, è stato presentato come uno dei titoli di punta del Torino Film Festival 2019. Questa è la nostra recensione.

Nel cast del film di Welsh spiccano le interpretazioni dei giovanissimi Martin Donaghy e Brian Ferguson. Due amici, molto legati tra loro, nella Glasgow del 1994, scoprono il mondo dei rave party, delle droghe, delle serate insieme e della fuga dai genitori e da un mondo che gli impone solo doveri.

COMMENTO

Basato su una legge inglese del 1994 che vietava raduni di persone in cui ci fosse come scopo quello di ascoltare musica con ritmi ripetitivi (!!!), il film, girato in bianco e nero, è una carrellata sull’amicizia dei due ragazzi e sul mondo delle periferie cittadine.

Il regista, con il suo nuovo film, rappresenta molto bene il senso di ribellione, l’amicizia tra i due ragazzi, molto intensa ma assolutamente eterosessuale, il degrado delle periferie e delle situazioni immerse nell’illegalità.

Con un occhio puntato verso Trainspotting, e uno verso L’odio, il regista Brian Welsh racconta il coming of age di quella generazione, tra un rave party, le radio illegali, le fughe in auto e le liti con i genitori che non possono capire.

Supportati da una colonna sonora assolutamente stratosferica, il film diverte ed intrattiene, ciononostante rimane purtroppo intelaiato in un contesto di poca originalità, mancando di quel guizzo capace di elevarlo a pellicola memorabile.

Beats, premiato qui a Torino con l’Hamilton award, a nostro avviso è un buon film, ma che principalmente ha il merito di far scoprire il talento di un regista da tenere d’occhio.

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