37TFF: Il Grande Passo, recensione del film con la coppia Battiston-Fresi

Il Grande Passo Recensione

Durante la 37° edizione di Torino Film Festival abbiamo visto Il Grande Passo, il nuovo film interpretato da Giuseppe Battison e Stefano Fresi. Questa la nostra recensione.

Il premio per Miglior Attore, nella 37° edizione del Torino Film Festival, è stato assegnato alla coppia formata da Giuseppe Battiston e Stefano Fresi, principali interpreti de "Il Grande Passo", degno successore de "Finchè c'è prosecco c'è speranza" (anch'esso diretto da Antonio Padovan). Non si può in effetti negare che tra i due ci sia complicità e che questa sia da annoverare tra i principali pregi della pellicola.

La storia è tanto semplice quanto ricca di particolari, molti dei quali appositamente lasciati in secondo piano, così da permettere al pubblico di spaziare con l'immaginazione. E' proprio la libertà interpretativa ad essere punto forte della narrazione. Lo spettatore si trova ad essere costantemente indeciso sul metodo di lettura delle scene: Dario è pazzo oppure, semplicemente, un inguaribile sognatore? Mario supporta realmente la follia del fratello oppure tenta di assecondarlo per essere assolto dalla sua responsabilità? Sono solo alcune delle domande che non sempre trovano una risposta concreta nello sviluppo narrativo.

Anche a livello tecnico, gli effetti speciali non hanno nulla da invidiare al cinema d'oltreoceano. Lo stesso Padovan, presentando il film, ha specificato la sua volontà di far incontrare il lato sentimentalista della poetica statunitense con quello "delicato e autentico" del nostro Paese.

C'è poi un aspetto squisitamente metaforico, che lascia il segno e sembra suggerirci di puntare alla Luna, anche quando le circostanze ci sono continuamente avverse e nessuno crede in Noi.

Il Grande Passo è un prodotto interessante, genuino e originale che serviva all'Italia per urlare a gran voce che un cinema nostrano di livello è ancora possibile. E non poteva che farlo al Festival del Cinema di Torino.

⭐⭐⭐

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