Il presidente della Giuria del Torino Film Festival ha portato in omaggio il suo nuovo film, Ash is Purest White, presentato nella sezione Festa Mobile, e interpretato dalla moglie Zhao Tao. Questa è la nostra recensione.

Il film racconta la storia di una donna capace di compiere un cammino lungo 17 anni e 7000 chilometri per stare accanto al suo uomo.

Il film di Jia Zanghke è passato già con grande successo dall'ultima edizione di Cannes, raccogliendo il plauso della critica. Il suo nome, forse, non vi dirà molto, ma i suoi film sono belli e importanti: Still life, Il tocco del peccato, Al di là delle montagne.

Ash is purest white è una pellicola densa, lunga quasi due ore e mezza, che non si abbandona a scene pirotecniche, ma si aggancia ad una visione reale e realista della Cina e dei suoi abitanti. La pellicola copre il periodo che va dal 2001 al 2017, mostrandoci una Cina difficile e volgare, piena di contraddizioni e violenza. 

Sebbene il prologo possa fare pensare di vedere un Il padrino in chiave cinese, il film acquisisce una proprio unicità dopo il bellissimo assalto all'auto del protagonista, potente e girato in maniera impeccabile.

Ed ecco prendere peso il personaggio della moglie, interpretato dalla strepitosa Zhao Tao, nella sua prova più matura e che regge completamente il peso della pellicola. Spavalda all'inizio del film, si trasforma psicologicamente e fisicamente in una donna tosta ma più consapevole.

L'opera di Jia Zanghke è molto bella, supportata da Zhao Tao, che si dimostra attrice di grande talento e di rara bravura.


Ash is Purest White
Overall
3.5

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