Oggi a Torino, si apre il sipario del fantastico Torino Film Festival, giunto alla 35esima edizione e, anche quest’anno, è ricco di titoli di qualità e per tutti i gusti. Iniziamo subito con il primo film in concorso, Barrage, diretto da Laura Schroeder e visto anche a Berlino quest’anno stesso.

Iniziamo subito col dire che Isabelle Huppert fa un po’ da madrina del film, comparendo all’inizio e poi alla fine di questo dramma femminile dove una giovane donna decide di riallacciare i rapporti con la figlia dopo una decina d’anni, non senza incomprensioni, problemi e drammi.

Il film della Schroeder si caratterizza per inserirsi da subito nel filone del women’s world: sono film caratterizzati da drammi familiari sulla sola linea femminile, in cui gli uomini sono totalmente assenti, se non per creare grane, e le linee familiari sono rappresentate da donne sole, mamme sole, figlie sole e nonne sole.

In questo contesto la donna, spesso madre, rappresenta il problema e la soluzione nello stesso momento, e Barrage percorre esattamente questi passi. Il film è molto rarefatto, vive delle piccole cose e la performance di Themis Pauwels che interpreta la piccola Alba, ci piace molto.

Purtroppo, anche il dramma che vive la protagonista è piccolo e questo pesa molto sulla drammaticità della pellicola stessa che non attira a se lo spettatore quasi mai, rendendo tutto quello che si vede sullo schermo lontano e artefatto, guardate, per esempio, le due scene di ballo totalmente innaturali e imbarazzanti.

La recitazione della protagonista Lolita Chammah è, anche, molto artefatta, quasi teatrale e molte delle scelte registiche sono colpevolmente ingenue, quasi l’autrice fosse uscita ieri da scuola e questo fosse il suo lavoro d’esame. In ogni caso il film si guarda piacevolmente ma non giustifica l’uscire di casa, prendere la macchina e spenderci dei soldi.

Ecco il trailer.